[ mercoledì, gennaio 30, 2008 ]


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* “Le tue dita fredde puntano sul mio cuore
Le tue labbra strette sono un taglio sottile
Stringo le mie spalle senza niente da dire
 
Si alza la corrente e ora ti vedo svanire
Un punto all’orizzonte di una riva sottile
Le onde son già cariche di cose da dire
 
Soffia sui miei alibi, soffia sui rimpiati,
il vento soffia e scivola sul tempo che ci resta
soffia sui tuoi alibi, soffia sui rimpianti
il vento scorre e porta via il tempo che ci resta
 
 
“mi manchi anche tu...e il tempo non passa mai, è come essere bloccati, senza voglia ne stimoli, in pensieri che hanno già il sapore di ricordi..”
 
Vederti apparire così all’improvviso, alzare la testa verso l’entrata e notare che eri tu ad entrare, non un cliente qualsiasi...sposto gli occhi, non ci riesco a guardarti per più di 3secondi, cambio espressione, la cambi pure tu, sorpreso, imbarazzato, insicuro…si è fermato il tempo, tutto trascorreva piano piano, in sottofondo…una tazzina mi rimane a mezz’aria, un gesto non concluso preso alla sprovvista, troncato dal batticuore che credo abbiano sentito tutti…chino la testa, no, cazzo no, non dovevi essere li, io non dovevo essere li, non così presto, non posso vederti così presto, ci siamo lasciati tra le lacrime solo pochi giorni fa, qui nel mio letto, la macchia di dolore sul cuscino rosso che mi si pianta davanti agli occhi sempre sempre sempre…quel cuscino, quei ricordi cosi pesanti che non mi permettono di rimanere qui in casa da sola, dove tu sei dappertutto, sei sul divano con la rivista nelle mani, sei al lavandino, sei nella doccia, sei sotto al piumone…io fuggo da qui per non percepirti in ogni cosa e ti ritrovo li in carne e ossa e occhi, dove non pensavo davvero di incontrarti…
No, cazzo. Silenzio. L’amore non vince su tutto.
Qualcuno preferisce vivere con i rimpianti piuttosto che con i rimorsi.
Ora la tua presenza allieterà qualcun altro e la tua assenza sarà un fantasma alle calcagna per me.
in loop:
 
“dopo aver guardato affondare il tuo cuore
dopo aver permesso al tempo di giudicare
stringo le mie spalle senza niente da dire
 
piove sui miei alibi, piove sui rimpianti
l’acqua scorre e scivola sul tempo che ci resta
piove sui tuoi alibi, piove sui rimpianti
l’acqua scorre e porta via il tempo che ci resta
…”
 
*alibi-subsonica-



[ venerdì, ottobre 19, 2007 ]


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dal vangelo secondo giovanni lunu;

Volere è Potere. Potere è Potrei.




[ martedì, settembre 18, 2007 ]


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-ops, inciampato in una pesca-
 
no non capisco, non posso farlo, però è solo un gioco, smetto quando voglio, poi è bello perché tanto faccio quello che mi pare, detto io le regole, se ci sono ci vediamo sennò amen, sarà per un’altra volta, in fondo detto io le regole, in fondo non sento la sua mancanza, guarda..esco con chi voglio, lui è solo un intermezzo, si certo che mi piace, ma tanto è una storia che non avrà futuro, meglio prendersi quello che di buono mi sta arrivando, devo ancora farmi passare la botta che ho preso qualche mese fa quindi è il momento di giocare, spensieratezza, leggerezza, sesso, film, risate, chissenefrega, smetto quando voglio, lui? Lui si, sembra un po’ più preso di me, ma sai a casa sta male quindi io sono la sua via di fuga dalla routine, servo al suo ego, e in fondo la cosa mi piace perché anche il sesso ci guadagna se sono io a sentirmi forte, perché sennò come sarei? forse sarei più timida, meno donna forse, ma nel senso che una donna sicura di se lo è poi in realtà se a letto con un uomo si sente sicura di se, ma non lo so, è difficile dire, non è mai tutto così chiaro, però c’è questa dolcezza di fondo, lui si cura di me, è presente, un bacio sms al mattino, un saluto anche veloce la sera, c’è, e poi so che vorrebbe poter essere con me di più, è il desiderio di stare assieme che ci unisce, poi si, parliamo tanto, non mi sento in difetto mai con lui, esistono questi limiti non detti ma dettati dalla situazione, la sua soprattutto che fa si che tutto sia estremamente concentrato a quando ci vediamo, e basta, non ci sono tante distrazioni, non è una storia che sta in piedi in base alla realtà, agli orari, agli impegni, qua regna l’improvvisazione, il caso, il voler cercare anche mezz’ora solo per vedersi perché chissà, domani forse non ce ne sarà la possibilità, non come chi sai che sta con te oggi e domani sera dopo cena per un film al cinema,  non so se mi capisci, perché non è nemmeno come se vivessi ogni volta come se fosse l’ultima, no anzi, sembra quasi un inizio
 
-ti ho dato un coltello-
 
si scusa oggi dovevo venire da te ma mi ha chiamata lui e ha detto che ha la pausa pranzo libera, e allora vedo lui, è una settimana che non troviamo uno spazio, si lui sa che mi vedo anche con altre persone, dice che non è certo nella posizione ideale per farmi scenate anche se la cosa un po’ lo fa ingelosire, ma è bella la sensazione che mi da, mi vorrebbe ma non si può, no non sto tirando la corda, non esiste corda, sto solo vivendomi quello che mi si presenta davanti, niente se, ma però, chissà, se lui avesse,..capisci? easy, come deve essere una storia del genere, no, non mi chiederebbe mai di più, non mollerebbe tutto quello che ha,  affrontare la famiglia, gli amici, e i figli dove li mettiamo? Si, qualche volta ci si chiede tra una cosa e l’altra come sarebbe stare insieme per davvero, ma sai sono i soliti discorsi che si fanno, quelli che alla fine non ti lasciano la sensazione di un progetto in atto, sono solo parole, a volte discutiamo si, non capisco mai bene il motivo, ma mi fa arrabbiare, mi chiede sempre che ci fa una come me con lui, e io odio questo discorso, come se l’età o il corpo fossero davvero importanti, come quando mi ha detto che forse sarebbe meglio se nella mia vita entrasse qualcuno e mi portasse via da lui, cioè? Ma ti sembra un discorso da fare? Io ci sono rimasta di merda, davvero, non sono cose che voglio sentire da lui, io sarei diversa da sua moglie, non lo limiterei, potrebbe uscire con gli amici e tutte le altre cose che vorrebbe fare ma che lei non gli permette di fare, no, ma tipo cose anche stupide, come vedere una partita…capisci? Io sarei diversa.
 
-l’hai preso, e tagliato a metà la pesca-
 
Forse vorrei di più a volte, non so se questa situazione alla lunga potrei reggerla, cioè devo sempre chiedere il permesso, capisci? Dopo le 19 lui non esiste per me, e prima è solo un sms al volo, tra il lavoro e la famiglia, e ora che forse nella mia vita sta per entrare qualcuno mi chiedo che storia sarebbe se lui comunque rimanesse in sottofondo, e non detto più regole, no, se voglio andare a cena con lui non posso perché non ha una scusa per uscire di casa, si solo 2 volte ma sembra comuque di fare sempre tutto di nascosto, e io forse non sono più così distaccata come all’inizio, si a volte non mi faccio sentire per un giorno intero e lui prima di rientrare a casa mi chiede se va tutto bene, perché non ti sei fatta sentire, perché questo silenzio…e che vuoi? Avevo da fare, alle volte pensa che ci sia sempre qualcosa che non va se non mi faccio sentire, si certo e lo sa benissimo cosa c’è che non va, c’è che non c’è mai quando lo vorrei qua, c’è che la mia storia va a puttane perché ho lui nella testa, c’è che non sopporto metà dei discorsi che fa su di noi, perché pare che non ci sia nemmeno in un modo e in un mondo immaginario un fottuto noi, c’è che non sono distaccata e fredda e nemmeno la dolce dory come mi chiama lui, c’è che sono stanca di queste cose a metà, c’è che non può dirmi che è geloso e che non sopporta più di non essere uno solo, ma uno dei tanti, c’è che non ho mai detto a uno scopami, sottovoce, tra le pieghe del copriletto come invece ho fatto con lui, c’è che non ho mai fatto fare tardi a nessuno al lavoro perché mi veniva ancora voglia di lui proprio allo scadere del tempo massimo, c’è che non voglio un tempo massimo, c’è che pagherei per vederlo crollare davanti al desiderio di fare l’amore con me, “mezz’ora mi vuoi?”, si certo, non mi accontento mai lo so, non riesco a stare nel ruolo, nel quadratino che gli altri mi mettono attorno, mi serve la libertà di poter sognare, si sognare
 
-l’abbiamo osservata, tenuta tra le mani-
 
 
“ma…forse, non lo so, se fossi libero, sarei libero, nel senso che non starei con nessuno, che non avrei voglia di legami” ha detto questo capisci? Non starebbe nemmeno con me, come potrebbe? Allora non c’è davvero un senso in niente, tutto quello che è successo, gli ultimi mesi sono stati davvero solo scopate tra un impegno e l’altro, la doppia vita? No, non esiste la doppia vita, dire doppia vita è un'altra scusa, ne esiste solo una che si deve prendere, ma lui non vuole, ora l’ho capito, ma io non è che ci credevo, però una storia, una delle mie storie deve avere delle possibilità, anche se immagino sempre i finali e batto tutti sul tempo, lui non doveva dire quella cosa perché poi l’ho sbattuto fuori di casa, mi ha ripresa mentre gli aprivo la porta, ha tentato di abbracciarmi, ma io già non ero più li, ero sul muro, sul soffitto, sul quadro, lontana, la eco della sua fottuta voce mi arrivava si, ma ho rimosso ciò che ha detto, non mi ricordo davvero cosa ha detto per scusarsi, per giustificarsi, no, non lo capisco, ero arrabbiata con lui, con me, con tutti, così ho detto che era tardi, che se ne doveva andare, l’ho guardato prendere la giacca, mi è venuto in mente che poco prima parlavamo sul letto, e io pensavo che avevo voglia di abbracciarlo ma che non l’ho fatto, ho spalancato la porta e sono andata verso il portone, le chiavi in mano, e volevo accadesse qualcosa a fermarmi, a fermarci, che forse una storia così non capiterà più a nessuno dei due, che siamo buttati via se non stiamo insieme, ho messo le chiavi nella serratura, lui mi si è piazzato davanti, mi guardava dall’alto con uno sguardo misto, no, non so dirti di cos’era fatto, era dolce, preoccupato, colpevole,  lo stronzo che ti ha fatta soffrire, ecco si era quello, ma è stato lungo, i minuti più lunghi, lì sulla porta semichiusa con il suo sguardo puntato addosso, durissima fare la guastafeste, ma ad un certo punto ho detto “cosa c’è?” che lo dico sempre se mi trovo in difficoltà, ribalto la cosa, cerco di mettere me nella posizione forte, lui non so cosa ha detto perché ancora io non ero lì, come poco prima, comunque io ho detto che non c’era nulla, ho risposto io a me stessa, non c’era niente, laconica e puntando un punto che non esiste in realtà sul muro dietro di lui, la porta alla fine si apre, lui passa la soglia, si gira, come nei film si, io non so se lo guardo non ricordo, lo vedo intero, ma non vedo, non guardo gli occhi, mi fisso sulla chiusura della porta, sugli incavi per far entrare la chiave, e mi accorgo che la sua mano è oltre il vetro, alla stessa altezza della mia, stringiamo la porta, sulla maniglia, ma da posizioni diverse, lui fuori, io dentro, con il vetro che fa si che io veda tutto, e non ti dico quante cose mi sono passate per la testa con quell’immagine che anche adesso mi fa piangere a ripensarci, a ripensarci, a noi, a noi?
 
-Hai asportato il nocciolo, in fondo non ti serviva-
15092007056



[ martedì, settembre 11, 2007 ]


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e così accade che un soffio di vento freddo, frizzante, che mi getta la sua fretta in viso, mi riporti a quel momento in cui solitaria e innamorata percorrevo quelle vie cercando di occupare quel poco di tempo che mi separava da lui

e accade che d'improvviso tutto intorno a me muti, via le vetrine, via le luci, i passanti, gli amici, e sono lì, in quel momento passato, con l'intensità che solo certi ricordi hanno

e giurerei di non essere dove sono ma dove sono stata, con attorno gli stessi odori, e con negli occhi un velo di malinconia che annebbia tutto.

non sei qui dove sono io? Non ne sarei certo.

 

(sono tornata)




[ sabato, luglio 28, 2007 ]


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tornerò prima o poi...:)



[ venerdì, gennaio 26, 2007 ]


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niente

è la realtà

lei che parla per due ore, in camera mia, e per l’ennesima volta, della sua storia finita un anno fa, nel mentre mi scrocca pure qualche sigaretta e sulla porta di casa le dico - sto bene grazie per avermelo chiesto-...l'altra che mi da buca all'ultimo momento quando ero già in strada alle 9 nonostante il sonno e il freddo, perché si era dimenticata di dirmi che aveva già un impegno - pensavo d'avertelo mandato il msg -, l'altra che mi chiede se le presto 150 euro per la gita con il suo amichetto, il mio futuro capo che mi anticipa la data della ripresa del lavoro con conseguente mia grande delusione perché non ho poi così voglia, lui che mi dice al telefono che forse avrà bisogno di vedere lo pseudo amore della sua vita e forse potrebbe anche "tradirmi" ma se lo facesse me lo direbbe e di certo poi io potrei scegliere se fare finta di nulla o nooooooo, ma intanto lui sarebbe disposto a perdermi, io mi dico che forse non ho capito un cazzo della vita e che ci metterei mesi a perderlo, e che non è questa la vita, non può essere questa,...sai, poi qualcuno si stupisce se resto chiusa in casa una giornata intera a giocare con i Sims o che piuttosto di dare l'opportunità a qualcuno di approfittarsi di me ancora, perché tanto ci sono sempre quando hanno bisogno, preferisco rimanere in casa chiusa a guardami ause, greis e nip e tac.

 

nessuno è speciale.

andate a cagare.

andate a cagare. ‘sto post fa schifo.

andate a cagare. su andate.

 




[ martedì, gennaio 16, 2007 ]


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giorgio_%20de_chirico_3_169x126Giorgio De Chirico, “De Chirico”, Padova, Palazzo Zabarella
Dal 20 gennaio al 27 maggio
A cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30
Biglietti: intero euro 10, ridotto speciale euro 8, ridotto di legge euro 5
Catalogo: Marsilio
Per informazioni: 049 8753100

chi viiiiene??????





[ giovedì, novembre 16, 2006 ]


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tra due vederti scatta il dispositivo che mi muove*


si certo, torno e poi?
poi chi è che mi darà la forza di salutarti dal finestrino del treno di nuovo? con te che mi mandi un bacio finto e volatile e io che reagisco con un altro bacio sul palmo della mia mano, gesto artefatto che ho sempre detestato e che nessuno è riuscito mai a strapparmi se non tu, appunto il mio sguardo su di te che non reclama solo i tuoi occhi ma la pienezza di te che sono in grado di vedere, i particolari della giacca, la montatura degli occhiali, l'espressione di tenerezza che hai in quel momento ed è la stessa che mi sembra di aver disperso in almeno 34 occasioni durante i nostri incontri intermittenti, lo sfondo con un altro binario stampato e quello ancora più in la con un altro treno per un’altra partenza, e vorrei tanto essere capace, in questo periodo così intenso, di poter mettere giù qualche cosa, di poterne scrivere, di poter fermare come una volta questo tempo sotto il fermacarte...ma mi accorgo che io non ho tempo, non c'è ancora una fine, sono troppo dentro alla cosa ora, io che rimango sempre senza sigarette ultimamente, tu che ti barcameni tra mille impegni per non impegnarti troppo a pensare a ciò che dovresti\vorresti\potresti fare e che fumi sempre, io che ti sento per telefono non prima delle 23e30, prima tutte le tue telefonate altrove, anche mentre io salgo le scale per andare in camera e chiudo la porta per non essere una presenza mentre la tua voce scorre da un’altra (anche se vorrei nascondermi sotto un tasto del telefono, l’* o il # per sentire quello che mi viene nascosto) per poi accoglierti, intimamente offesa come solo una bambina sa essere, e sorriderti dicendo che riesco a fare i record al gioco del telefonino solo se sono arrabbiata con te come la mattina di qualche settimana fa, quando mi feci del male da sola scoprendo ciò che in fondo già sapevo, come ogni volta che rileggo i vecchi messaggi tuoi di quando ancora non si poteva stare assieme e tu mi volevi, arrabbiata con te, con te si, perché lo siamo assieme, forse lo siamo anche uno nei confronti dell'altra, perché c'è stato tutto un tempo per avverarci, e invece io avrei scelto proprio questo, questo tempo meno adatto per qualsiasi cosa che abbia delle aspettative con noi, questo tempo che ci fa solo passare dentro istanti pur rimanendo con un angolo del cappotto fuori, dato che nessuno può scrivere in diretta, perché la tensione delle cose vive, e per questo si modifica si muove respira quasi, ed è troppo più alta di quelle delle cose scritte. "quando passeranno e le vedrai da fuori, le ricorderai tutte, e si vedrà com'eri e come diventi", sul treno del distacco da te, con la schiena rivolta alla direzione che sta per prendere, io che presto scortesemente le spalle al percorso e invece guardo ciò che sto lasciando, così osservo solo quello che mi lascio indietro, che poi diventa un avanti, una sfida di schiena, "no, devi andare incontro alle cose, non seguirle", chi mi darà la forza di farlo? ancora una volta, una risposta inesatta purché credibile da dare a chi poi mi chiederà com'è andata, bene o male sarebbe già una conquista, sarebbe un punto dal quale partire davvero, bene con te, male senza di te e riprenderei il possesso di questi giorni che mi stanno scivolando via nell'attesa di ritrovarti, c'ho provato e ci sto provando ma non mi riesce a scrivere di te,  delle conseguenze.


"tanto va sempre in un modo che non ti aspetti, quindi un'idea potrebbe essere mettersi a immaginare il futuro, così le cose che ti immagini le elimini"

*p.m.galli in arte prufrock




[ giovedì, novembre 16, 2006 ]


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in un verso quante ciancie

cosa che non si dicono-non si spiegano.

perché parlare obbligatoriamente?

cercando le parole è cominciata la menzogna.

                                                                                                  M.Anaghnostakis

 

 




[ venerdì, ottobre 20, 2006 ]


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ho cercato di amarti ma non c'eri a sognare l'amore perfetto che l'amore reale spezza

dio come mi manchi oggi. sarà che t'ho sognato, steso con me adosso che piangevo ed era come se fossimo sul ciglio di un burrone. ti stringevo e piangevo, cosciente del mio nonvogliotornareindietro. per quello piangevo. per quei momenti dove tutto va talmente veloce e sei in preda alla vita e poi quando tutto rallenta ti rendi conto di ciò che è già successo. e che qualunque sia il grado di dolore per le cose oramai andate, non puoi\vuoi riprenderle. strano trovarmi in questa posizione ora, dopo 10giorni dall'accaduto. da quella fine così ragionevole  e fredda. con 10 giorni di intensa vita, pensieri emozioni prospettive e paure...prima era tutto piatto e sicuro. ora tutto incerto e nuovo. perchissàquantotempo ancora.
dio come mi manchi oggi.
oggi che ho le lacrime perenni agli occhi, come  quella neve sulle cime delle montagne. stanno li pronte ad andarsene appena ci sarà uno scatto. intanto ho solo mal di testa.
oggi mi manchi come dio.
dio mi manchi come oggi.
oggi dio come mi manchi.
mi manchi dio come oggi.





[ CamminaDoryNonostante ]

di passi di corsa

[ qualcosa ]

Se un giorno ci venisse in mente di incontrarci (cosa di cui in fondo dubito) allora per amor di Dio scegliamo un luogo in cui nessuno di noi e' mai stato prima. Una qualche isola in disparte nell'Egeo o una spiaggia nei pressi di Alessandria. Un posto dove i giardini notturni non ci portino subito a vedere noi stessi come fantasmi, dove la gente scorgendoci non finisca subito per pensare a chi e' morto dopo il nostro ultimo incontro e dove non compariamo nelle loro storie. Potremmo passare la notte insieme a bere, a parlare di nulla e magari remare sul mare al chiaro di luna e se non ci venisse in mente di annegarci potremmo separarci prima dell'alba felici, prima di essere tornati sobri. Se dunque esiste un posto cosi' (cosa di cui come ho detto dubito) un posto in cui persino certi tardi sprazzi di sole e i profumi di certi alberi notturni di tanto in tanto non ci ricordino che abbiamo provato tutto questo tante volte prima, senza successo. Oppure lasciamo perdere l'idea di incontrarci. [Henrik Nordbrandt]

[ho seri problemi con...]

i cd che non sento più perché irrimediabilmente rovinati, i peperoni, i fagioli, i piselli, la trippa, le verità, mia mamma al telefono che mi dice cosa ha preparato per cena e io ho solo i risotti della knorr in casa, i finali di house, gli occhiali da sole indossati sempre e comunque, i fighetti e le fighette, il sentire la mancanza di lui, i miei capi, la gente sbruffona, il dover camminare a piedi, il dover provare le cose prima di comprarle, il dover fare per forza qualsiasi cosa controvoglia...

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pessoa, fante, kundera, camus, bukowski, nothomb...

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